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 Gradi per l'arrampicata
 

I gradi e l'arrampicata, una questione complicata.
Affrontiamo in queste righe l'aspetto tecnico riguardante le diverse scale di gradazione che sono adottate, le possibili comparazioni tra le stesse, le motivazioni che hanno portato all'adozione di una metodologia di classificazione piuttosto che un'alta.

Attribuire un grado ad una salita sia essa di montagna, che di falesia, che un boulder significa voler comunicare a chi intenda ripeterla dopo di noi il grado di impegno (fisico, tecnico e a volte psicologico) necessario alla salita.
La gradazione è sempre un'opinione personale assolutamente soggettiva. L'impossibilità di una oggettivazione del grado è un concetto chiaro a chiunque arrampica. Troppi fattori con un alto livello di soggettività possono intervenire nella gradazione di un problema verticale.
Dallo studio delle diverse scale proposte e/o adottate nel mondo è emerso che vi sono metodologie di classificazione che prendono in considerazione separatamente i diversi fattori che intervengono nella gradazione e altre che li accomunano in un unica grandezza.
Alcune scale (come quella francese ad esempio) richiedono che non venga preso in considerazione il lato psicologico nella espressione del grado, anche se nella pratica questo è quasi impossibile.
Un altro importante elemento di differenziazione emerge dall'esame delle scale, alcune richiedono che il grado sia espresso in previsione di una ripetizione in stile "a vista", altre per il "lavorato".
E' possibile isolare ancora un elemento di differenziazione. Vi sono scale che intendono esprimere nel grado il livello di impegno globale richiesto dall'itinerario e altre che invece tendono ad isolare la difficoltà espressa localizzandola alla sezione più difficile dell'itinerario.

Fatta questa breve premessa analizziamo le maggiori scale di utilizzo mondiale:

  • Scala francese:

    •  Non interviene nel grado il fattore psicologico
    •  Il grado è espresso per un concetto di lavorato
    •  Esprime il livello di impegno globale richiesto

    I gradi francesi sono gradi redpoint, questo significa che il grado di una via è espresso attraverso una valutazione che presume una conoscenza "approfondita" dell'itinerario. Non sono quindi gradi espressi per una valutazione della difficoltà in stile "a vista", la scala francese presuppone che la via sia protetta, con protezioni fisse o amovibili, che siano poste in loco prima del tentativo di salita (preparati/rinvii compresi).
    Questa scala grada un itinerario come una esperienza complessiva, accomunando quindi tutti i fattori che contribuiscono alla difficoltà.
    Le grandezze sono numeri arabi che partono da un livello 2 (facile) sino a 9 (estremamente difficile). Una lettera (a, b o c) specifica ulteriormente il grado. Vi è anche un suffisso opzionale + o - che può essere utilizzato per differenziare ulteriormente la difficoltà.
    E' da notare che il suffisso meno è caduto in disuso.

  • Scala americana:
    •  Non interviene nel grado il fattore psicologico
    •  Il grado è espresso per un concetto di lavorato
    •  Esprime il livello di impegno della singola unità più impegnativa

    La scala fu inizialmente sviluppata presso il Sierra Club una organizzazione per lo sviluppo fondata il 28 Maggio 1892 a San Francisco (California) da John Muir, che ne divenne il primo presidente.
    Il sistema di gradazione del Sierra Club ha 6 "classi" identificate dal relativo numero.

    •  Classe 1: Hiking.
    •  Classe 2: semplice arrampicata con possibile uso delle mani.
    •  Classe 3: semplice arrampicata, una corda può essere portata ma non se ne sente la necessità di utilizzo.
    •  Classe 4: semplice arrampicata con esposizione. La corda è utilizzata. Protezioni naturali possono essere facilmente individuate. Le cadute senza essersi protetti posssono essere fatali.
    •  Classe 5: arrampicata tecnica. L'arrampicata richiede l'utilizzo di materiali tecnici di protezione per essere praticata in sicurezza.
    •  Classe 6: arrampicata artificiale. Per la progressione è necessario l'utilizzo di equipaggiamento apposito.

    La classe 6 non è stata mai lungamente utilizzata, fu presto soppiantata dalla attuale e più diffusa scala di gradazione per artificiale.
    L'incremento delle difficoltà tecniche superate nel corso dell'evoluzione dell'arrampicata portò nel 1950 alla suddivisione della classe 5. Venne così aggiunto il grado decimale. Inizialmente composto da 10 sottounità (0-9 dove il 9 veniva considerato il massimo scalabile senza ausilio di mezzi artificiali di progressione) ben presto, grazie all'evoluzione dei materiali, anche questa espansione della scala risultò essere insufficiente.
    Si pensò quindi di aggiungere un ulteriore suffisso alfabetico che comprendeva le lettere dalla a alla d. Anche questo non bastò più e così anche per questo sistema di gradazione come per quello UIAA, quella che era nata come una scala chiusa fu aperta verso l'alto.

    Questa scala, come la francese, prende in considerazione solo il livello di impegno fisico della salita. La classe, infatti, esprime solo un giudizio tecnico sulla tipologia e strategia di protezione da adottare.
    Per evidenziare l'aspetto psicologico è previsto un suffisso alla scala:
    •  r = (runout)
    •  x = runout pericoloso (dangerously runout)
    •  pd = difficoltà di protezione (protection difficult)
    •  s = serious
    •  vs = very serious

    Anche un'atra serie di suffisi dal significato simile può essere aggiunta:
    •  u = volo sicuro
    •  r = moderata pericolosità
    •  XX = impossibilità di errore

    Per la gradazione di vie lunghe è possibile aggiungere anche un grado opzionale che ne identifica l'impegno in termini di tempo.
    •  I = Vie cortisssime
    •  II = Via corta di roccia
    •  III = Mezza giornata
    •  IV = Giorno intero
    •  V = Un giorno intero per arrampicatori esperti, due o più per più lenti
    •  VI = Lunghe vie su big wall che potrebbero richiedere una settimana
    •  VII = Via di molti giorni su big wall nelle grandi catene montuose

    Non è chiaro se la scala americana adotti un metro di gradazione a vista o lavorato, ma l'osservazione dell'ambiente culturale dell'arrampicata dimostra che le successive ripetizioni delle vie con soluzioni di salita differenti spesso portano ad una correzione del grado e questo è un indizio che fa pensare che venga adottato un metro di giudizio basato sul lavorato.
    Per quanto riguarda la gradazione della difficoltà tecnica, questo sistema di gradazione si basa sull' impegno dalla sezione maggiormente impegnativa dell'itinerario e non dal livello di impegno globale.

  • Scala Ewbak o australiana

    •  Interviene nel grado il fattore psicologico
    •  Il grado è espresso per un concetto di lavorato
    •  Esprime il livello di impegno globale richiesto

    Sviluppata nel 1960 da John Ebwak, parte da un valore base di 1 per essere poi aperta verso l'alto. Attualmente è stata espansa fino a 34 (5.14d USA).
    Originariamente la scala adottava come metodo di gradazione quello del passo più duro.
    In un secondo momento l'utilizzo della scala ha subito delle modificazioni, la tendenza attuale è quella di gradare l'arrampicata come una esperienza complessiva (overall experience) come la scala francese.
    In questo sistema di gradazione il grado è influenzato dalla componente psicologica dell'itinerario.
    Possiamo avere quindi vie con un passo chiave di 14 mal protette che hanno grado 17 e vie con passi di 19/20 ma con ottime protezioni e recuperi che sono gradate 17 anch'esse.

  • Scala inglese:

    •  Interviene nel grado il fattore psicologico
    •  Il grado è espresso per un concetto di "a vista"
    •  Esprime il livello di impegno della singola unità più impegnativa

    La scala inglese è di tipo doppio, distingue tra grado aggettivo, riferito all'impegno psicologico, e difficoltà tecnica.

    Inizialmente il grado inglese era solamente il grado aggettivo.

    •  Easy
    •  Moderate
    •  Difficult
    •  Very Difficult
    •  Severe
    •  Hard Severe
    •  Very Severe
    •  Hard Very Severe
    •  Extremely Severe

    Questo copriva tutti i possibili aspetti della difficoltà di una ascensione.
    Nel 1963 Pete Crew and Rodney Wilson proposero il cambiamento della scala con l'adozione del suffisso numerico aperto verso l'alto diviso in tre ulteriori sottogradi da un suffisso alfabetico a, b, c. Questo sistema di classificazione avrebbe dovuto tener conto solamente dell'aspettto tecnico dell'ascensione(4a, 4b, 4c, 5a, 5b, 5c, 6a, 6b, 6c, 7a, 7b...).
    Con il passare del tempo nuovi climbers sempre più forti calcarono la scena e così si rese necessaria una ulteriore revisione, stavolta al grado aggettivo. Infatti, il grado E si era rivelato troppo riduttivo per molte ascenzioni.
    Nel 1976 Pete Botterill propose la suddivisione del grado in ulteriori sottocategorie. Nacque così il suffisso numerico al grado aggettivo, dapprima limitato da 1 a 5 ora aperto anch'esso verso l'alto(E1, E2, E3, E4, E5, E5, E6, E7, E8, E9, E10...).

    Considerata la grande tradizione inglese in materia di arrampicata di itinerari con protezioni rimovibili, questa scala si adatta perfettamente a questa tipologia di arrampicata. Oggi, tuttavia, con il crescere delle difficoltà che è possibile superare in libera, ma dovendo ricorrere sempre più spesso a protezioni fisse, anche in terra anglosassone è adottata sempre più spesso la scala francese. Questo in quanto le vie attrezzate con protezioni in ottica sportiva sono considerate talmente sicure da non richiedere che venga espresso un giudizio sulla difficoltà emotiva. Anche la scala inglese nei suoi massimi valori cambia tipologia di utilizzo, tendendo ad una svalutazione del fattore psicologico.

    Alcune vie dello Yorkshire hanno aggiunto un ulteriore grado P che può andare dallo p0(arrampicata sicura) allo P3 (possibile caduta a terra). Questo accade perchè la particolare tipologia della roccia a volte impedisce il piazzamento delle protezioni.


  • Scala UIAA o Welzenbach:

    •  Interviene nel grado il fattore psicologico
    •  Il grado è espresso per un concetto di lavorato
    •  Esprime il livello di impegno della singola unità più impegnativa
    Maggiormente usata in alpinismo ma anche nella Germania dell'ovest ed in Austria per itinerari sportivi, questa scala è quella adottata dal'organismo internazionale per la montagna UIAA.

    Anche questo sistema di gradazione come tutti gli altri ha subito un naturale processo di evoluzione seguendo gli sviluppi sportivi delle diverse discipline.
    La scala nacque nel 1925, ad opera dell'alpinista tedesco Willo Welzenbach.
    che propose una scala chiusa composta da 6 gradi con suddivisioni intermedie "+" e "-".

    •  I facile
    •  II mediocremente difficile
    •  III difficile
    •  IV molto difficile
    •  V oltremodo difficile
    •  VI estremamente difficile

    Il grado VI era concepito come limite massimo che un uomo era in grado di superare.
    In via del tutto eccezionale esisteva pure il sesto grado superiore, il famoso "VI+".
    Questo era un limite dovuto all'epoca, ma pian piano ci si rese conto che la scala doveva essere aperta verso l'alto, in modo da seguire l'evoluzione dell'arrampicata.
    Dal 1978 l'UIAA ha aperto la scala della difficoltà, permettendo di aggiungere altri gradi.
    Attualmente si è arrivati al XII e forse oltre.
 
Tavola comparativa gradi di arrampicata
 
UK grado aggettivo UK Francese UIAA Yosemite Ewbank
                1 I 5.2  
M
2 II 5.3 11
  D
VD 3 III 5.4 12
 
S 4a 4 IV 5.5
  IV+ 13
HS 4b 5 V- 5.6
VS V 5.7 14
  HVS 4c
5+ V+ 15
5.8
E1   5a 16
VI- 5.9 17
E2   5b 6a VI 18
6a+ VI+ 5.10a 19
  5.10b
E3 5c VII- 20
6b 5.10c
E4 6b+ VII 5.10d 21
6c VII+ 5.11a 22
  E5 6a
6c+ VII+ 5.11b 23
7a VIII- 5.11c 24
7a+ VIII 5.11d 25
  E6/E10 6b
7b 5.12a
7b+ VIII+ 5.12b 26
IX- 5.12c
7c 27
  6c IX 5.12d
7c+ IX+ 5.13a 28
8a 29
  7a 8a+ X- 5.13b 30
  8b X 5.13c
8b+ 5.13d 31
7b 8c X+ 5.14a 32
8c+ XI- 5.14b
7c 9a XI 5.14c 33
8a 9a+ XI+ 5.14d 34
? 9b XII/XII+/? 5.15a/5.15b/5.15c/? ?
? 9b+
 

Chiudiamo questo articolo con la scala di valutazione dei gradi per arrampicata di artificiale. Pur non rientrando tra le scale di valutazione della difficoltà di itinerari di arrampicata "libera" a molti arrampicatori capita di dover effettuare manovre in questo stile tanto che alcuni termini di questa specialità fanno ormai parte del gergo degli arrampicatori liberi.

Gradi per artificiale:

Questa scala a differenza delle altre si occupa di codificare la difficoltà di salita di un itinerario di roccia con l'ausilio di mezzi di progressione artificiali.
La scala proposta da John Long e Jonh Middendorf nel libro "Big Wall Climbing" propone un range di gradazione che va da A0 ad A6.
Quello che segue è il sistema di gradazione:

  • A0: Protetta da solidissimo materiale. Tutto ciò che già non rientra più nella definizione di "arrampicata libera".
  • A1: Easy aid. Le protezioni sono facili e sicure. Ogni protezione è in grado di sostenere una caduta.
  • A2: Moderate aid. Le protezioni sono solide ma scomode e di difficile posizionamento. Due punti di assicurazione sul totale hanno queste carateristiche. La caduta non pone pericoli.
  • A2+: Moderate aid, Il numero delle protezioni difficoltose aumenta. C'è il potenziale per una caduta seriamente pericolosa ma questa eventualità è abbastanza remota.
  • A3: Hard aid. Richiede molte protezioni precarie per ogni lunghezza di corda. Le protezioni devono essere testate prima di poter essere caricate. Lungo l'ascensione ci sono buoni punti di ancoraggio ma sono pochi e lontani tra loro. Durante una caduta possono cedere più di 8 punti di assicurazione ma generalmente non è troppo pericolosa. Sono richieste diverse ore per il completamento di una ascensione.
  • A3+: come il grado A3, ma con una caduta potenzialmente più dannosa.
  • A4: Serious aid. Molte protezioni sopportano poco più del peso dello scalatore e le eventuali cadute rappresentano un problema grave. Essere 10 - 15 metri oltre il punto di assicurazione migliore non è inusuale.
  • A4+: Very serious aid. Le protezioni sono generalmente irrrisorie e la salita richiede molte ore per essere completata.
  • A5: Extreme aid. Nessuna protezione è in grado di assicurare la tenuta in seguito a caduta. Nessun chiodo o rivetto nella lunghezza di corda.
  • A6: come il grado A5, ma con protezioni che sicuramente non sono in grado di sostenere una caduta. Mai nessuno ha salito una A6.Dove la parete è stata salita senza l'ausilio di un martello, il prefisso 'A' è rimpiazzato da 'C' ad indicare che la parete è stata salita in stile "Clean"
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